Archivio del mese di: November, 2008
Commento Oro 24.11.2008
Come accade sovente in questi tempi, le previsioni finanziarie si accomunano a quelle meteorologiche – aleatorie e di breve durata. Come fiocchi di neve a contatto con il tepore del suolo il loro inevitabile destino è di sciogliersi nello spazio di un istante. A 48 ore dalla pubblicazione del nostro ultimo commento, nel quale [...]
Commento oro 24.11.2008 (estratto)
Come accade sovente in questi tempi, le previsioni finanziarie si accomunano a quelle meteorologiche – aleatorie e di breve durata. Come fiocchi di neve a contatto con il tepore del suolo il loro inevitabile destino è di sciogliersi nello spazio di un istante. A 48 ore dalla pubblicazione del nostro ultimo commento, nel quale osservavamo che “il prezzo dell’oro non ha assunto in maniera decisa alcuna direzione, restando confinato all’interno di una fascia dall’ampiezza piuttosto ridotta, compresa fra $706 e $766” il metallo giallo ha violato le importanti resistenze poste fra $760/780, involandosi verso la barriera psicologica a $800. E ciò in assenza di un catalizzatore che ne possa spiegare il repentino movimento.
La “fase di riflessione” – contraddistinta da un movimento laterale iniziatosi in seguito al minimo del 24.10 a $680 e contenuto dalla resistenza a $777/780, penetrata nella seduta del 21.11 – si è pertanto conclusa con l’inequivocabile rottura rialzista.
(per conoscere le nostre previsioni in materia di oro, vogliate scriverci un e-mail a: informazione(at)studiophi(punto)ch)
Alla luce di quanto osservato nelle ultime ore, azzardiamo una previsione: esistono delle ragionevoli probabilità che il dollaro effettui un movimento opposto nel corso delle prossime sedute – il rafforzamento dell’oro potrebbe, per una volta, non seguire ma anticipare un movimento contraddistinto da una (modesta) debolezza della valuta statunitense.
La sorpresa sia per l’entità sia per la rapidità del movimento rialzista del metallo è ancora maggiore quando si analizzano i fattori che condizionano gli scambi – essi non hanno infatti subito alcuna accelerazione: il Dollaro USA resta confinato in un range compreso fra 1.24/1.27 contro l’euro; le materie prime rimangono deboli; le incertezze sul futuro dell’economia mondiale – fase di stagflazione oppure arrivo della deflazione? – permangono.
L’osservazione illustrata la scorsa settimana, ossia che “se a prima vista l’andamento del metallo giallo sembra risultare incerto, in realtà esso esibisce una sua forza intrinseca” sta vieppiù assumendo rilevanza.
Quali fattori sostengono il metallo prezioso?
Un aumento della domanda – la richiesta oro fisico da parte del mercato è in continua ascesa – con l’India a farla da padrone, al quale si aggiunge simultaneamente una diminuzione dell’offerta – le operazioni di dismissioni delle banche centrali stanno calando sensibilmente.
Il quadro tecnico è il seguente: le resistenze a $760/770/776/780 – sul cammino verso l’obiettivo a $800 – sono state violate senza esitazione. Ciò illustra la forza del movimento ascendente ed anticipa che i traguardi della fase attuale sono ambiziosi. Il 50% di rintracciamento della discesa da $929 a $679 si situava a $805 – ed è appena stato violato. L’esplosiva energia che trascina al rialzo l’oro pare in grado di sostenere il movimento perlomeno sino ad un test del 61.8% dell’intero ribasso. Il prossimo obiettivo dunque dovrebbe situarsi nell’area $834/835. Nel frattempo alcune resistenze minori giacciono a $806/810 e $815/817. In seguito alla penetrazione delle resistenze menzionate nel precedente commento…” la rottura confermata in chiusura delle soglie di prezzo summenzionate indicherebbe che la probabilità di rivedere un mercato nuovamente “in tendenza” è aumentata. Nella fascia alta, la rottura confermata della barriera a $778 permetterebbe di contemplare ipotesi rialziste più significative – con un obiettivo ideale a $820”.
Non vi sono dubbi sul fatto che nelle ultime sedute il trend sia girato, inequivocabilmente, al rialzo. Pertanto, suggeriamo di non assumere posizioni contrarie al movimento principale almeno finché non vi sarà maggiore chiarezza sui nuovi rispettivi limiti del trading range.
Brunello Pianca
Mendrisio, 24.11.2008
L’oro brilla di luce propria
La performance pomeridiana messa a segno dall’oro questo venerdì pomeriggio è davvero straordinaria soprattutto in considerazione di:
1) Dollaro in rialzo
2) Petrolio < $50
3) Borse nuovamente in picchiata.
Questa forza è anche un barometro delle preoccupazioni degli investitori. Nel settore finanziario sembre che più nulla funzioni come dovrebbe e gli acquisti di oro hanno il sapore della preparazione ad una “seria emergenza”. E da’altronde le volatilità assolutamente ridicole che registriamo sui cambi ci suggeriscono che qualcsa si è seriamente rotto.
Buon weekend a tutti…..
Oro – aggiornamento al 19 novembre 2008
Dall’ultimo commento il prezzo dell’oro non ha assunto in maniera decisa alcuna direzione, restando confinato all’interno di una fascia dall’ampiezza piuttosto ridotta, compresa fra $706 e $766. Un rapido sguardo alle statistiche illustra che il prezzo medio delle chiusure giornaliere – registrate a partire dal 22 ottobre scorso – si attesta a $736; circa la metà delle sedute, ossia 10 su 21, si sono concluse con prezzi superiori al valore medio. Ciò indica palesemente che i traders stanno attraversando una fase di riflessione e che in questo momento non favoriscono nessuno scenario. La media dei massimi del periodo si situa $754.50, mentre la minima a $721.80.
I temi che condizionano gli scambi sono rimasti immutati: il rafforzamento del Dollaro USA, frutto del rimpatrio forzato degli attivi finanziari investiti fuori dai confini degli Stati Uniti; la debolezza dell’aggregato delle materie prime; le incertezze che gravano sul futuro dell’economia mondiale – stagflazione oppure deflazione? – ed infine il dubbio sulla capacità del governo americano di affrontare linearmente la crisi – continuare gli interventi in favore del settore finanziario ed assicurativo oppure dirottare risorse finanziarie verso il segmento industriale?
Se a prima vista l’andamento del metallo giallo sembra risultare incerto, in realtà esso esibisce una sua forza intrinseca. Durante le ultime quattro settimane – ovvero a partire dal 22 ottobre, data in cui le oscillazioni hanno assunto l’incedere laterale – l’oro ha guadagnato l’1%, mentre l’indice delle commodities DJ AIG ha ceduto il 5%, il petrolio il 13%, l’indice S&P 500 il 2.6%. Quanto al dollaro esso è cresciuto 2% contro l’EUR.
Quali sono le cause di questo sostegno al metallo prezioso?
Innanzitutto, un aumento della domanda.
In primo luogo, le statistiche evidenziano come la richiesta di oro fisico da parte del mercato sia in continua ascesa – con l’India a farla da padrone alla quale si sono recentemente aggiunti gli investitori dell’area del Golfo, ansiosi di proteggere i propri risparmi dalla debolezza sia del mercato immobiliare sia delle borse mediorientali. Un articolo pubblicato nel quotidiano Gulf News, ha recentemente riportato che l’Arabia Saudita ha acquistato 140 tonnellate di oro. Ci sono ragionevoli motivi per credere che tale operazione sia stata originata da una precisa strategia con una duplice valenza: da un lato coprire l’esposizione valutaria in dollari, dall’altro diversificare le riserve.
In secondo luogo, la quantità di oro fisico detenuta dal principale fondo ETF di categoria (SPDR Gold Trust) è aumentata all’incirca di 3 tonnellate nel corso del terzo trimestre, mentre il World Gold Council annuncia che dall’anno scorso la domanda sarebbe cresciuta del 18% e ciò nonostante una leggera flessione durante i primi 9 mesi dell’anno rispetto al medesimo periodo del 2007.
Secondariamente, una diminuzione dell’offerta sul mercato.
Le operazioni di dismissioni delle banche centrali nell’ambito del “Washington Agreement” sembrerebbero essere sensibilmente in calo, come viene confermato da alcuni autorevoli studi di settore, i quali citano pure una continua flessione delle operazioni di vendita a termine di metallo di futura estrazione da parte degli operatori minerari. D’altronde, non si deve neppure escludere che le banche centrali che non detengono una quantità di metallo sufficiente rispetto alle proprie riserve valutarie denominate in dollari, stiano accelerando la diversificazione delle riserve, approfittando della debolezza dei mercati finanziari. Le banche centrali che stanno implementando questa politica sarebbero quella cinese, quelle dei paesi esportatori di petrolio del Golfo ed infine quella iraniana.
Nell’attesa di sviluppi significativi sul fronte macroeconomico che potrebbero imprimere un’accelerazione al movimento del metallo per il momento i punti estremi menzionati in apertura – $706/776 – fungono da contenitore delle oscillazioni di prezzo. La mancanza di direzione è peraltro confermata dal comportamento del “barometro” del rischio, rappresentato dalla parità di cambio euro-yen. I livelli di volatilità attuali (v. tabella iniziale) creano interessanti possibilità per aumentare la redditività delle posizioni.
A titolo esemplificativo, la vendita dell’opzione Call scadenza febbraio con un prezzo strike a $800 rende circa $30 – ciò implica l’eventuale consegna del fisico qualora l’oro alla scadenza si trovi oltre la barriera.
Parallelamente, la vendita dell’opzione Put con uno strike a $690 con la stessa scadenza rende circa $32; ciò implica l’eventuale acquisto dell’oro qualora alla scadenza il prezzo si trovasse al di sotto di $690. In tal caso il costo effettivo risulterebbe il seguente: $690-$32 incassati = $658. Osserviamo che la redditività dei premi sta calando a causa della diminuzione della volatilità dovuta al fatto che la situazione di non-direzionalità si sta procrastinando oltremisura. Continuiamo quindi a prediligere interventi mirati in prossimità dei supporti e delle resistenze significative.
I punti chiave illustrati all’inizio – cioè il livello superiore a quota $754-55 e quello inferiore nella zona $721-22 – rappresentano punti interessanti, in termini di rischio/rendimento, per iniziare nuove posizioni di vendita di opzioni allo scoperto, rispettivamente di presa di beneficio e costruzione di posizioni “lunghe”. La rottura confermata in chiusura delle soglie di prezzo summenzionate indicherebbe che la probabilità di rivedere un mercato nuovamente “in tendenza” è aumentata.
Nella fascia alta, unicamente la rottura confermata della barriera a $778 permetterebbe di contemplare ipotesi rialziste più significative – con un obiettivo ideale a $820. Nella parte opposta invece, la penetrazione confermata di $717 aprirebbe la strada verso un serio test del supporto a $710 ed in seguito dei minimi di periodo situati a $694-$680. Un’eventuale cedimento del supporto indicherebbe che l’area a $650-55 potrebbe venir sollecitata.
Brunello Pianca, Paul Weber
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