
2001-2009.
Quasi un decennio di “irrazionale esuberanza”.
Soprattutto alla faccia di coloro che “…l’oro non ha senso tenerlo in portafoglio. Non rende dividendi e neppure si avvicina alla performance statistica di un basket azionario…”
È proprio vero che un’immagine sola vale 1′000 parole.
Buon weekend a tutti.
Come volevasi dimostrare, il comportamento del metallo giallo è stato abbastanza prevedibile, ed esso è andato a sfiorare la linea di tendenza ribassista dai massimi storici segnati a marzo 2008.
Permane lo stato di correlazione diretta oro-dollaro, come dimostrato ieri pomeriggio allorquando entrambi si muovevano in tandem al ribasso.
Troppo presto per dire se questo nuovo paradigma si applichi anche nel rapporto oro-petrolio; in questo ambito va notato che innumerevoli manager di fondi hedge giocano assiduamente lo spread tra i relativi contrati futures, sulla base di correlazioni statistiche di lungo corso.
Correlazione XAU-WTI di lungo periodo (grafico mensile):

Una visione dell’oro più a lungo termine.
Come possiamo notare dal grafico, siamo in prossimità di livelli tecnici estremamente importanti. $890 è difatto l’obiettivo generato dal nostro modello di calcolo dai minimi in zona $680. La rottura di questa barriera chiama in causa $932.
Sul comportamento degli operatori in prossimità del primo traguardo, azzardiamo le due ipotesi illustrate dalle frecce.
Nel primo caso assistiamo ad un movimento di consolidamento sino a $850-55 ed in seguito la ripresa verso l’alto al ritmo dettato dalla linea di tendenza ascendente T4, con un orizzonte temporale teorico corrispondente ai primi di febbraio – che è l’ipotesi che al momemento prediligiamo. A tal supporto notiamo anche che siamo in prossimità della fine del mese lunare immediatamente successivo al solstizio d’inverno – momento che secondo alcuni analisti “alternativi” rappresenta generalmente un momento di svolta.
Nel secondo caso, il mercato “strappa” subito verso $930 ed in seguito consolida sopra $890 prima di ritentare ulteriori rialzi.
L’assetto degli oscillatori è tendenzialmente neutro-positivo. La lettura del RSI ipotizza che questo movimento possa essere di foggia simile al rialzo precedente, partito dalla medesima posizione dell’indice. Questo comporterebbe un apprezzamento di $100 circa, da una base di prezzo nell’area $810-15, e convalida il primo obiettivo importante attorno a $920-30.
Gli sviluppi del nostro modello numerico citano i seguenti punti d’attrazione al rialzo, una volta superato lo scoglio a $930: $974 e $1′016.
Al ribasso invece andranno considerati i seguenti livelli: $848, $820, $792.
Ieri 20 gennaio, il metallo giallo ha evidenziato un comportamento realmente anomalo. Con un dollaro in rapida ascesa contro euro, il metallo giallo è andato dapprima a sfondare l’importante barriera a $850, raggiungendo massimi per la seduta a quota $866.
Il tutto nonostante l’evidente debolezza del petrolio e la forza del dollaro USA.
È evidentemente troppo presto per trarre delle conclusioni da questo avvenimento una-tantum, ma già da tempo segnaliamo ai nostri clienti e sottoscrittori che l’oro sembra volersi sganciare dal suo ruolo di commodity ed assumere sempre di più delle connotazioni di tipo monetario. La fragilità del settore finanziario occidentale, come evidenziato dalle nuove perdite incorse dai leader del mondo bancario mondiale, sembra alimentare oltremodo questa trasfigurazione del metallo giallo. Alla fine del post trovate i grafici della performance dell’oro relativa ad una serie di benchmark “storici”, a sostegno di quanto citato poc’anzi. Un’immagine vale davvero 100 parole.
Ultimo mese:

Dala fine del crollo settembre-ottobre:

Da prima della “crisi di settembre”:

Da prima del crollo delle commodities (luglio-agosto ‘08):

Le linee tracciate sul grafico sono create con un algoritmo semplice ma efficace.
Sovente l’eccesso di accanimento tecnologico inquina le prospettive, anzichè migliorare l’efficacia…
Buon trading a tutti!